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Il controllo dei flussi di cassa è fondamentale soprattutto all'inizio di un'attività, vediamo subito un esempio: un imprenditore acquista materia prima per 10 milioni, la lavora impiegando mano d'opera per altri 5 milioni, la vende e fattura 30 milioni. Come risultato, che definiamo "statico", si ottiene un margine operativo di 15 milioni, come risultato, che chiamiamo "dinamico", si ottiene che si sono già anticipati 15 milioni di tasca propria, si è versata l'Iva e si è in attesa del pagamento da parte del cliente. Se a questo punto si aggiunge l'eventuale necessita di far fronte ad un'altra commessa e di conseguenza di dover sostenere altre spese, si completa lo scenario nel quale quasi quotidianamente ogni impresa deve muoversi e si capisce come la possibilità di procurarsi liquidità rappresenti un elemento vitale per la sopravvivenza dell'impresa stessa.
Se parliamo poi di neoimprese è impensabile che abbiano la forza contrattuale per farsi anticipare il pagamento dai clienti e nella stessa misura hanno ancora poco credito da parte dei loro fornitorori per chiedere dilazioni nei pagamenti.
E' logico e giusto cercare di fare il massimo sforzo per limitare al minimo possibile le esigenze di capitale circolante, ma in una corretta pianificazione finanziaria tale esigenza è un elemento da prendere seriamente in considerazione per non trovarsi di fronte a situazioni spiacevoli: si registrano infatti numerosi casi di aziende molto promettenti, naufragate per non aver debitamente tenuto in considerazione i flussi di cassa.
La legge del mercato ci insegna che più l'azienda opera in settori particolarmente competitivi, più dovrà necessariamente accordare ai propri clienti una buona dilazione di pagamento; e meno si è conosciuti sul mercato, meno sarà probabile riuscire a ottenere forniture a credito e almeno inizialmente bisognerà rassegnarsi a pagare per pronta casso.
Per risolvere simili problematiche, il mondo dei finanziamenti ha messo a punto svariati strumenti. In questa sede ci soffermeremo su uno in particolare, che, pur registrando una notevole crescita nel nostro Paese, e pur essendo pregiato ed a alto valore aggiunto è spesso sottovalutato e non utilizzato da molte imprese:
Il Factoring
Il factoring, come definizione, è un contratto per il quale un'impresa trasferisce i suoi crediti commerciali presenti e futuri, limitatamente nel tempo e a titolo oneroso, a una società specializzata, ottenendone in cambio la gestione, l'incasso e, a seconda del tipo di contratto, l'anticipo parziale o totale. L'attività del factor ( parliamo di banche o istituti parabancari ) è quindi duplice: da una parte finanzia l'attività dell'impresa, rendendo liquidi i crediti, migliorando la gestione del capitale circolante e permettendo politiche di investimento più flessibili, d'altra parte eroga un importante servizio all'impresa cliente, sostituendone in tutto o in parte alcune funzioni svolte all'interno dell'impresa stessa e contribuendo perciò a diminuire i costi fissi, quali, ad esempio, quelli relativi alla gestione dell'incasso dei crediti. Altro fatto molto importante da sottolineare, è che l'utilizzo di un contratto di factoring migliora la gestione dell'indebitamento presso le banche, in quanto riduce l'ammontare dei crediti allo sconto presso di esse. |