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FORFAITING
Come esportare senza rischi di insolvenza

Come esportare senza rischi di insolvenza
Guida all'utilizzo del "forfaiting", operazione che permette ad un esportatore di concedere al suo cliente estero (importatore) una dilazione di pagamento, fermo restando l'incasso del valore della fornitura nel momento della spedizione, liberandolo pure da ogni rischio di insolvenza
 

La recessione industriale, la crisi economica di molti Paesi, oltre alla concorrenza estera sempre più agguerrita, inducono gli esportatori italiani a ricercare nuove formule per poter essere più competitivi. Il potere quindi offrire alla clientela estera condizioni di pagamento vantaggiose, favorisce sicuramente la conclusione degli affari.
Oggi, lo strumento più pratico e veloce che sempre più trova interesse da parte degli esportatori del nostro Paese, specialmente per la vendita di macchinari ed impianti, realizzazioni di progetti industriali e costruzione di opere civili, è il forfaiting applicato al credito fornitore.
Il credito fornitore permette al venditore di concedere una dilazione di pagamento al cliente estero, applicando un tasso fisso, contro copertura del credito con garanzia bancaria, da rilasciarsi da primaria Banca del Paese dell'importatore.
Il forfaiting, nato negli Stati Uniti ai primi degli anni sessanta è entrato in Europa all'inizio degli anni '70 ed è stato e viene notevolmente utilizzato in Inghilterra, Francia e Germania.
Solo agli inizi degli anni '80, dopo l'avvento della legge "Ossola", anche gli esportatori italiani hanno iniziato ad utilizzare detto strumento.
Sebbene siano passati da allora oltre 20 anni, questa forma di finanziamento è ancora sconosciuta alla maggioranza dei piccoli e medi esportatori italiani.
Si tratta in pratica di un'operazione che, mentre permette ad un esportatore di concedere al suo cliente estero (importatore) una dilazione di pagamento, fermo restando l'incasso del valore della fornitura nel momento della spedizione, libera lo stesso da ogni rischio di insolvenza, trasformando una vendita con pagamento differito in pagamento a vista. E' quindi uno sconto pro-soluto a tasso fisso, senza l'intervento di SACE, con tempi di intervento molto veloci. Il credito è rappresentato, di norma, da lettera di credito irrevocabile, non confermata, per le operazioni a breve e da "promissory notes" avallate o garantite, per le operazioni a medio e lungo termine.
Il taglio minimo di ogni operazione deve aggirasi sui 104 mila euro o controvalore in altra valuta, per dilazione a 6 o 12 mesi. Infatti, la dilazione dipende principalmente dall'ammontare dell'operazione e dal rischio Paese.
Volendo, ma non obbligatoriamente, l'esportatore italiano può richiedere, per le operazioni che abbiano i requisiti, un contributo in conto interessi, come previsto dalla legge 227/1977 "Ossola", così come modificata dal Dlgs 143/98.
Detto contributo, su richiesta dell'esportatore, viene erogato da Simest.
Per dilazioni fino a 24 mesi meno un giorno, può essere finanziato l'intero ammontare della fornitura (100%) con rate preferibilmente semestrali di cui la prima scadente a 6 mesi dalla data di spedizione.
Per dilazioni oltre i 24 mesi, può essere finanziato l'85% del valore della fornitura e quindi è necessario che il cliente estero paghi il 15% in acconto o contestualmente alla spedizione. In questo caso sono necessarie scadenze semestrali di cui la prima a 6 mesi dalla spedizione.
Il contributo in conto interessi è il rimborso del differenziale fra il tasso Cirr applicato al cliente ed il tasso di sconto pagato al forfaiter con i seguenti limiti:
a) per operazioni inferiori ai 24 mesi : max 4 punti;
b) per operazioni superiori ai 24 mesi: max 5 punti.
Si tenga altresì presente che la legge 227/77 prevede un'agevolazione nella bollatura degli effetti che attualmente è di 50 euro per mille o frazione.
La richiesta, come detto in precedenza, è facoltativa e l'esportatore potrebbe rinunciarvi, applicando al cliente estero l'interesse di sconto pieno oltre alle spese finanziarie, anche se superiore al tasso Cirr.
Molteplici sono i benefici derivanti all'esportatore italiano con l'utilizzo del forfaiting, ed in particolare:
1) facilitazione nella conclusione degli affari, concedendo al cliente estero il finanziamento.
2) Eliminazione da parte dell'esportatore di una serie di rischi, che vengono assunti dalla Banca estera finanziatrice, quali:
a) rischio commerciale per insolvenza del debitore;
b) rischio politico nell'eventualità di guerre, rivoluzioni o disordini interni del Paese debitore;
c) rischio di mancato trasferimento di valuta, sia per volontà che per mancanza di moneta forte da parte del Paese debitore;
d) rischio di cambio dovuto all'oscillazione della moneta rappresentante il credito;
e) rischio di fluttuazione dei tassi di interesse,
f) eliminazione della gestione del credito e dei rapporti finanziari, con il cliente, durante il periodo di dilazione, essendo l'operazione pro-soluto.
Concludendo, possiamo affermare sembra ombra di dubbio, che il forfaiting è senzaltro uno strumento ottimale e sicuro per il finanziamento delle esportazioni. Non prevede limiti di importi massimi per singola operazione, salvo verificare le garanzie bancarie che assistono il credito, mentre l'importo minimo, per ritenere interessante l'operazione, come già detto, dovrebbe aggirarsi almeno sui 100 mila euro o controvalore. Sono preferibili operazioni in Euro o in valuta forte.
Il forfaiting può essere applicato anche per dilazioni inferiori ai 18 mesi, ma senza la possibilità di richiedere alcun contributo in conto interessi da parte di Simest.

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