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Oggi sempre più le aziende per la loro comunicazione si affidano agli strumenti dell’audiovisivo e del multimediale. Nel far questo inseriscono contenuti originali ma, allo stesso tempo, utilizzano contenuti preesistenti. Quali sono le cautele che bisogna osservare per non incorrere nelle severe sanzioni previste dal codice del diritto d’autore? Per prima cosa bisogna considerare che ogni contenuto (musica, testo, immagini, grafica ecc.) che noi utilizziamo, a meno che non sia stato da noi realizzato appartiene a qualcuno e questo qualcuno, che ne è l’autore, è l’unico che può autorizzarne l’utilizzo. Non sempre questa autorizzazione avviene direttamente, spesso l’avente diritto (ossia l’autore) viene rappresentato da un organismo cui ha demandato la possibilità di autorizzare l’uso di ciò che ha creato e di incassare per lui un compenso. L’esempio che viene in mente per primo, in Italia, è quello della SIAE. Quindi la prima cosa da fare in questi casi è rivolgersi alla SIAE? Se l’azienda in questione ha intenzione di produrre un DVD promozionale, per esempio, oppure un Cd multimediale contenente il proprio catalogo ed informazioni sulla propria azienda, sicuramente prima o poi dovrà vedersela con la SIAE. Bisogna dire che con le nuove norme antipirateria il passaggio in SIAE è divenuto obbligatorio quasi ogni volta che si realizza un prodotto di questo genere. Anche se è distribuito gratuitamente? Si perché, in ogni caso, c’è l’obbligo di applicare sui supporti il contrassegno SIAE (il cosiddetto bollino) anche se, per esempio, all’interno del supporto non vi fossero contenuti tutelati dalla SIAE. In tale ultimo caso infatti non è necessario pagare diritti d’autore alla SIAE ma comunque resta indispensabile farsi rilasciare i contrassegni. Sono pochissime le eccezioni a questa regola. Insomma lo scoglio è la SIAE. La SIAE non è uno scoglio: in primo luogo le norme sul contrassegno sono una legge dello stato, l’ha fatta il Parlamento e non la SIAE, e prevedono pene molto severe per i trasgressori; in secondo luogo le società di autori come la SIAE, in realtà, facilitano le cose proprio perché rappresentano pressoché tutti gli autori. Pensi che situazione sarebbe quella in cui ogni volta che si utilizza una musica bisogna andare a “scovare” l’autore e a mettersi d’accordo con lui per il suo compenso, sarebbe una paralisi. Quindi la SIAE in realtà è la soluzione di tutti i problemi. Non è proprio così. Le faccio un esempio: lei ha realizzato un video in cui descrive il lavoro della sua azienda ed intende farne dei DVD, ha fatto un bel lavoro e quindi ha inserito delle musiche di commento. Se lei va in SIAE la possono autorizzarla (pagando il dovuto) a riprodurre quella musica sui suoi DVD ma solo se lei è stato preventivamente autorizzato dagli aventi diritto ad accoppiare la loro musica con le sue immagini. Quindi lei dovrà prima accordarsi con l’autore o con il suo editore. E se si tratta di musica classica? Il fatto che lei utilizzi musica classica o leggera non fa molta differenza, la differenza la fa il tempo trascorso dalla morte dell’autore, infatti dopo 70 anni dalla morte dell’autore la musica (e l’opera d’arte in genere) diventa di pubblico dominio. Ma, attenzione! Se lei pensa che utilizzando musica classica nel suo filmato lei risolve il problema, purtroppo si sbaglia. Infatti lei utilizzerà senz’altro una registrazione che, anche se la musica in essa contenuta è di pubblico dominio, è essa stessa tutelata ed anche in questo caso la SIAE non può aiutarla perché lei dovrà andare a trattare direttamente col produttore discografico che ha realizzato la registrazione. E se io scarico la musica da internet? Non cambia pressochè nulla, esisterà un autore di quella musica ed un produttore di quella registrazione, anzi talvolta il fatto di non avere un CD in mano può rendere più arduo risalire a quelle infromazioni sul copyright che poi risultano indispensabili per il rights clearing ossia il reperiremento delle autorizzazioni necessarie all’utilizzo.
Quindi l’unica soluzione è realizzare la musica appositamente? L’utilizzo di musica originale è senz’altro consigliabile per chi desidera realizzare un prodotto di qualità, ma non è l’unica soluzione. Si possono realizzare degli ottimi progetti audiovisivi e multimediali utilizzando musica preesistente l’importante è aver ben presente ciò che si usa e considerare che poi sarà necessario acquistarne i diritti. La soluzione migliore è quella di affidarsi ad un esperto, un consulente musicale che potrà da un lato consigliare le musiche più adatte ed dall’altro fare in modo di rimanere all’interno del budget prestabilito. |