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L'arte fugge dal museo... In Europa già lo fanno da un pezzo. Ha fatto grido per esempio l'esposizione fotografica dei films di Pedro Almodovar in una catena di supermercati francese. Uno strano connubio di arte e merce che crea uno scenario sicuramente postmoderno. Ebbene si, oggi l'arte si abbassa, esce dalla torre elitaria dove è rimasta imbalsamata e si lancia in spazi insoliti guadagnando una fruizione di più vaste proporzioni. Ovviamente la funzione e la ragion d'essere dell'opera d'arte non possono essere il mercato, ma è pur vero che l'artista per poter campare con le sue opere deve venderle (altrimenti trattasi di hobby!). Niente di più coerente dunque che metterle in circolo sulle piste già destinate al mercato e allo scambio.
Negozio o galleria? Da un'arte che vuole uscire dal limbo per contaminarsi in circuiti più terreni, un negozio o una attività commerciale possono ricevere notevole giovamento. Infatti organizzare un evento artistico, culturale o divertente nel proprio negozio può rivelarsi un modo efficace per creare pubblico e quindi anche potenziale clientela. Potete coinvolgere, rendere partecipi, indurre un effetto di estraneamento e fascinazione moltiplicando i ruoli di uno spazio: negozio, galleria, esposizione, mostra, centro culturale... Il negozio diventa "evento". Basta poco, per esempio, per mutare il solito bar simile a centinaia di altri, in un luogo di ristoro dove sorbendo l'aperitivo si può ammirare l'esposizione di quadri di un pittore contemporaneo. Un normalissimo negozio di scarpe o di abbigliamento possono diventare un'attrattiva perché davanti al camerino o al banco o alla vetrina viene allestita un'installazione scultorea o una rassegna di foto. L'enoteca è perfetta per organizzare serate di lettura, di poesia, di brevi racconti comici e ospitare così un pubblico giovane e vivace. Perché non abbinare una degustazione di vino alla presentazione di una nuova pubblicazione editoriale?
Due quartieri pionieri. Se vi fate un giro al quartiere Vigneto a Roma, noterete come, con la manifestazione " Invito al Pigneto", un intero quartiere abbia accolto questa forma mista di "entertainment-arte-commercio" favorendo sicuramente animazione e movimento per le strade e tra i punti vendita. Installazioni, tele, scatti, materiali, immagini e luci rinnovano di suggestioni l'ambiente consueto abbinandosi a tema alla tipologia del negozio: dalle tele di Adriano Nardi magnetici occhi di donna catturano lo sguardo nel negozio di ottica dove sono collocate, mentre i grandi pomodori con cipolline di Massimo Catalani spuntano tra i colori del fruttivendolo, così come i piedi nudi di Nathalie Périssé da una vetrina di calzature. Tele di piccole dimensioni e quindi facili da collocare vengono proposte dalla Chronosroma attraverso l'iniziativa Collana Massimo Formato 40 x 40: ad ospitare le esposizioni sono i commercianti e artigiani di San Lorenzo, ma il progetto si sta estendendo alle botteghe e agli esercizi commerciali che si trovano lungo i percorsi di interesse storico e archeologico di Roma, diventando una vera e propria mostra itinerante. Per avere un'idea di cosa fa la differenza provate ad entrare per esempio nell'Atelier di Ute Dewald dove ai colori degli oggetti di design e all'energia positiva che armonizza l'ambiente si aggiungono le esposizioni di Bruno Aller e Marino Haupt. Oppure guardate come l'importanza delle BorseSculture di Claudio Sanò sia sottolineata dall'austerità delle opere di Giulio Marin. Questione di stile? Di cura dei particolari? Una formula intelligente di comarketing? Sicuramente è anche una nuova moda, un nuovo gusto che si sta affermando. Pensateci: può darsi che la mostra itinerante possa investire beneficamente anche voi, offrendo un volto diverso anche nel tuo negozo a Viterbo! |